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ACCORDO X DIGA BRUGNETO

Pubblicato il 29/07/2026
Le Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e dell'Appennino Settentrionale si sono incontrate con le Regioni Liguria ed Emilia-Romagna e hanno approvato il testo e i contenuti del verbale dell'Accordo di Programma, che stabilirà regole chiare e scientificamente fondate per la gestione futura delle acque dell'invaso del Brugneto nel corso della stagione irrigua. L'Accordo aggiorna questo assetto, introducendo per la prima volta un meccanismo di garanzia reciproca: ogni anno, nella stagione irrigua, che va dal 15 maggio al 15 settembre, verranno assicurati alla Val Trebbia almeno 4 milioni di metri cubi di acqua, un volume superiore a quanto previsto dall'originaria concessione del 1962 (pari a 2,5 milioni di metri cubi) scaduta nel 2024. Tale quantitativo sarà ulteriormente implementato, se le quantità accumulate nel bacino lo consentiranno. Il testo mantiene comunque un'adeguata garanzia, perché i fabbisogni idropotabili della città di Genova siano sempre soddisfatti. L'invaso del Brugneto è una delle fonti di approvvigionamento idrico dell'area genovese. Le sue acque alimentano anche, attraverso i rilasci nel torrente Trebbia, un importante distretto agricolo della pianura padana. La condizione, affinché i rilasci vengano effettuati, è che il livello dell'invaso resti al di sopra di una soglia minima, calcolata su oltre cinquant'anni di dati storici e che preserva la continuità del servizio per Genova e la salute del corso d'acqua. In questo modo, nessun interesse cede all'altro: la disponibilità per l'irrigazione è garantita fin quando la riserva idrica lo consente e si sospende, per riprendere non appena possibile, solo nelle situazioni di effettiva criticità. A presidiare l'applicazione dell'Accordo saranno gli Osservatori Permanenti sugli utilizzi idrici, istituiti presso le Autorità di Bacino, cui è affidato il monitoraggio delle condizioni dell'invaso e il compito di fornire ogni anno, entro il 30 aprile, una valutazione delle risorse idriche, disponibili per la stagione in arrivo. Si tratta di un presidio tecnico e istituzionale, che dà trasparenza e prevedibilità alla gestione, consentendo a tutti i soggetti coinvolti di pianificare con certezza. Luigi Bisi, Presidente del Consorzio di bonifica di Piacenza: "Esprimiamo soddisfazione per l'accordo raggiunto. Nonostante i tempi d'attesa, abbiamo posto nelle giuste mani la nostra fiducia, non facendo mai mancare il supporto a tutti i soggetti, che nel tempo ce lo hanno richiesto. Ci complimentiamo con tutte le persone e le istituzioni locali, regionali e nazionali, che hanno permesso il raggiungimento di questo accordo, che ci riserviamo di vedere nei dettagli, ma che nel complesso testimonia buon senso, preservando le legittime esigenze idropotabili della città di Genova e rispondendo ai fabbisogni del territorio piacentino." Il Segretario Generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Alessandro Delpiano, ha dichiarato alla fine dell'incontro: "È certamente un successo per tutti e l'inizio di una nuova stagione di condivisione delle politiche idriche, che sottendono il bacino del Brugneto. Sembrava che le due esigenze del territorio di Genova e del territorio di Piacenza fossero impossibili da conciliare ma, dopo un'attenta analisi tecnica, si è arrivati ad un accordo che, da una parte, non toglie nulla alle esigenze idropotabili di Genova, fornendo tutte le garanzie perché esse siano soddisfatte; dall'altra, permette alla Val Trebbia di non trovarsi più nelle condizioni di siccità e povertà idrica come accade ormai ogni anno." Forte soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale: "Si tratta di un accordo molto importante tra le due Regioni per definire una procedura condivisa, che non intacchi in alcun modo il fabbisogno idropotabile della città metropolitana di Genova, ma che utilizzi prioritariamente ogni disponibilità residua per le necessità irrigue della Val Trebbia e per la tutela di un habitat naturale di grande rilevanza, che la realizzazione della diga ha inevitabilmente alterato. Desidero ringraziare le Autorità di bacino, la Regione Liguria e il Governo per la disponibilità dimostrata nel raggiungere questo accordo. Sono certo che i successivi passaggi tecnici forniranno in trasparenza tutte le garanzie necessarie e confermeranno il pieno rispetto dei principi condivisi: la tutela dell'approvvigionamento idropotabile, le esigenze irrigue, la salvaguardia ambientale, una vigilanza sui numeri e le curve di riempimento indipendente e priva di conflitti di interesse." Altrettanto soddisfatto è il governatore della Regione Liguria, Marco Bucci: "L'intesa siglata dimostra che, quando il confronto si basa su dati scientifici, competenza e collaborazione istituzionale, anche le questioni più complesse possono trovare una soluzione nell'interesse di tutti. Per Regione Liguria la priorità è sempre stata una e lo sarà anche in futuro: garantire il fabbisogno idropotabile dei cittadini genovesi e tutelare l'equilibrio ambientale dei nostri corsi d'acqua. Era questa la condizione imprescindibile, da cui partire per costruire un'intesa equilibrata e duratura. Questo accordo mette nero su bianco criteri tecnici chiari e oggettivi, che salvaguardano queste esigenze e, allo stesso tempo, offre una risposta concreta alle necessità irrigue della Val Trebbia, consentendo di superare una criticità, che si trascinava da anni. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e le Autorità di Bacino per il lavoro svolto insieme: inauguriamo un modello di gestione della risorsa idrica fondato sulla cooperazione tra istituzioni, sulla trasparenza e sulla responsabilità. Ora è importante che tutti gli enti coinvolti facciano la propria parte con lo stesso spirito di collaborazione, affinché l'accordo trovi piena e rapida attuazione nell'interesse dei cittadini e dei territori." L'incontro ha avviato l'iter formale, che porterà alla firma dell'Accordo. Spetterà adesso al competente Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle due Regioni coordinare i passaggi procedurali, necessari per raccogliere il consenso istituzionale di tutte le parti e arrivare alla approvazione amministrativa dell'Accordo di Programma.

 

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