«La situazione resta estremamente critica, con le emergenze maggiori, concentrate in questa fase sull'isola di Albarella e sul fiume Adige»: a fare il punto è l'Assessore all'Ambiente di Regione Veneto, Elisa Venturini, tracciando un aggiornamento rispetto al quadro dei giorni scorsi.
Sul fronte fluviale, l'Adige continua a registrare dati fortemente negativi ed a collassare, non arrivando cioè al livello minimo richiesto per il pompaggio dell'acqua. In particolare, la portata a Boara Pisani continua a rimanere ben sotto la quota necessaria e, per far fronte a questa criticità, la situazione viene attivamente aiutata attraverso l'acqua, che arriva tramite il sistema acquedottistico SAVEC. Alla luce di questo aggravamento, la Regione Veneto è stata costretta a prevedere un'ulteriore e drastica stretta a tutti i prelievi d'acqua dall'Adige. Inoltre, sarà necessario bloccare il prelievo d'acqua dagli affluenti del Piave proprio per continuare a preservare la poca acqua che c'è in questo momento.
Per quanto riguarda il comparto idroelettrico, va riconosciuto e ringraziato lo sforzo compiuto dagli operatori; attualmente si sta infatti procedendo a scaricare l'acqua senza creare energia.
Nel frattempo, per tamponare l'emergenza potabile e non lasciare scoperte le aree in difficoltà, continua incessantemente l'azione del SAVEC (Sistema Acquedottistico del Veneto Centrale) tramite il prelievo dell'acqua dai pozzi di Camazzole, un'attività fondamentale per trasferire la risorsa verso i territori della Bassa Padovana e del Polesine.
«Siamo consci che tutti stanno facendo grandi sacrifici: i produttori di energia, gli operatori turistici e gli agricoltori - conclude l'assessore, Venturini -. Ma in questa fase è determinante fare il massimo per preservare la fornitura di acqua potabile ai cittadini.»
Commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI: «Quanto si sta registrando nel Veneto, ma anche in Lombardia e Piemonte, la cui gravità sarà ulteriormente sancita dalla prossima riunione dell'Osservatorio, già convocata dall'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, deve obbligare ad una riflessione sulle priorità del sistema Paese, perché l'insufficienza idrica sta pregiudicando la disponibilità d'acqua dai rubinetti domestici dopo aver già limitato quella per l'agricoltura, che produce cibo e per l'energia idroelettrica. E' sempre più evidente che attuare il Piano Invasi Multifunzionali da noi proposto con Coldiretti, unitamente all'efficientamento delle opere idriche esistenti, deve essere una scelta strategica per aumentare la capacità di trattenere acqua sul territorio, quando arriva per utilizzarla, quando serve. Ripensare alle grandi quantità d'acqua lasciate andare a mare nei mesi scorsi e vedere ora i campi arsi dalla siccità fa davvero molto male.»
Modificato in data 04/08/2026 10:12