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ANBI LOMBARDIA: UNA STAGIONE DIFFICILE

Pubblicato il 18/08/2026

La stagione irrigua in corso è stata condizionata dal susseguirsi di una serie praticamente continua di anticicloni di origine africana, che hanno prodotto condizioni di persistente stabilità atmosferica sull'intero distretto padano, portando temperature elevate, ben oltre le medie stagionali, che ne faranno una delle estati più calde mai registrate nel nostro Paese.

 

Con un inverno avaro di nevicate (-45% rispetto alla media), l'attenzione di tutti i gestori della risorsa idrica era massima fin dall'inizio: già il 31 marzo, il primo Tavolo regionale permanente per l'utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 2026 aveva trovato tutti d'accordo nel proseguire a gestire la risorsa disponibile nel modo più cautelativo possibile e nel calendarizzare i successivi incontri di coordinamento con regolarità. Questa nuova crisi idrica ha trovato il sistema degli enti pubblici e degli utilizzatori della risorsa molto più preparati rispetto al 2022, che insieme al 2023 ha lasciato in eredità non solo il Tavolo regionale, divenuto da allora permanente, ma anche alcuni protocolli di gestione dell'emergenza, che allora come oggi si sono dimostrati efficaci e indispensabili. A partire dalla ricerca della collaborazione dei gestori dei bacini idroelettrici montani, con i quali Regione Lombardia ha stretto importanti accordi per rilasciare milioni di metri cubi d'acqua a sostegno dei territori di pianura. In questo modo, i bacini dei fiumi Adda, Oglio, Chiese, Brembo e Serio hanno potuto proseguire le irrigazioni per lo meno dei primi raccolti, seppure con turnazioni d'emergenza e dotazioni limitate. Si è ora al lavoro per poter estendere questi accordi anche ai bacini idroelettrici del Ticino sopra lacuale, situati per la maggior parte in territorio elvetico, per il quale è necessario un coordinamento complesso ed un importante lavoro delle nostre istituzioni. I consorzi di bonifica e di regolazione sono impegnati per portare la poca acqua disponibile alle campagne assetate, operando al massimo delle loro capacità ed introducendo soluzioni d'emergenza come avvii posticipati delle derivazioni irrigue, turnazioni tra canali, modifiche per migliorare il pescaggio degli impianti di sollevamento; il tutto con una regolazione puntuale e continua, coordinata 24 ore su 24 e che ha richiesto tutta l'esperienza maturata negli anni dalle maestranze. La gestione adottata finora ha permesso di portare a termine i primi raccolti in buona parte della pianura lombarda, sfruttando erogazioni più elevate in media del 25% rispetto al 2022; la situazione più critica riguarda le risaie nei territori occidentali, dalla Lomellina al Pavese fino al Milanese, dove necessitano ancora d'acqua per portare a maturazione il riso, giunto ora in una fase cruciale dello sviluppo. Il presidente di ANBI Lombardia, Alessandro Rota, rimarca come si stia facendo tutto il possibile per gestire al meglio una stagione irrigua tra le più difficoltose: "I consorzi di bonifica hanno svolto un lavoro impegnativo, che ha permesso, a parità di condizioni idrologiche, di non trovarci ora nelle medesime situazioni del 2022, collaborando con grande responsabilità e facendo tutto il necessario per garantire la distribuzione della risorsa, sostenendo anche notevoli sovraccosti energetici. Per rendersene conto è sufficiente girare per le campagne, che quest'anno, nonostante le grandi difficoltà ed i razionamenti, sono molto più verdi e vitali come sta dimostrando la raccolta dei mais da foraggi in questi giorni. Un ringraziamento va rivolto a Regione Lombardia per la fondamentale attività sinergica, attuata dal Tavolo e ad Autorità di bacino distrettuale per aver compreso, anche grazie ai dati di monitoraggio, in parte forniti dal Centro CeDATeR di ANBI Lombardia, il ruolo centrale delle derivazioni irrigue lombarde a sostegno del fiume Po. Occorre perseguire le attività in corso insieme a tutte le autorità competenti per rendere il nostro territorio maggiormente efficiente e resiliente, ammodernando le decine di migliaia di chilometri di rete e migliorando la capacità di stoccaggio della risorsa. Accelerare su risorse e finanziamenti in tal senso è una priorità comune, obbligatoria per far fronte ad una risorsa sempre più delicata e preziosa."

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