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NATO IL PATTO PER IL PRIMO PARCO FLUVIALE DI COMUNITÀ

Pubblicato il 20/08/2026

Un fiume, che unisce; comunità, che si riconoscono nelle proprie sponde; un progetto, che guarda al futuro: ad Arezzo, è stato sottoscritto il Patto di Intenti per la creazione del primo Parco Fluviale di Comunità, che ha preso ufficialmente avvio sul torrente Chiassa per la tutela, la valorizzazione e la fruizione sostenibile del corso d'acqua.La firma è arrivata al termine della prima edizione del Piccolo Festival delle Arti Umide, che ha portato, un pubblico numeroso lungo il basso corso del Chiassa."Trekking ambientale", "plogging", musica, iniziative per grandi e piccoli, ma soprattutto il Palio delle Arti Umide, con le frazioni chiamate a confrontarsi nella realizzazione di opere di "land art", hanno trasformato l'area, che circonda la "chiusa", in un grande spazio di festa, creatività e partecipazione.

La sfida all'insegna dell'arte e del territorio ha visto le diverse comunità mettersi in gioco e raccontare il rapporto con il corso d'acqua ed il paesaggio attraverso opere create con materiale rinvenuto e raccolto sulle sponde, Le creazioni, realizzate durante il Palio, sono andate ad arricchire il percorso artistico "a cielo aperto", nonchè il primo museo di "land art" del territorio, inaugurato un anno fa proprio lungo il Chiassa e destinato a crescere insieme alla comunità. La forte partecipazione al Festival ha confermato la vitalità del rapporto tra il torrente e le persone, che vivono lungo il suo corso: il Chiassa, infatti, non è soltanto un elemento del paesaggio, ma un patrimonio identitario per le frazioni, che attraversa; il legame fisico e simbolico è stato costruito nel tempo ed è fatto di memoria, relazioni, tradizioni e senso d'appartenenza, come raccontano gli abitanti della periferia aretina. "È proprio da questa consapevolezza, che nasce il progetto del Parco Fluviale di Comunità, pensato non semplicemente come uno spazio da tutelare, ma come un luogo da vivere e costruire insieme - commenta Enrico Orlandini, uno degli organizzatori del percorso partecipativo - L'obbiettivo è mettere in relazione ambiente, cultura e partecipazione, promuovere la tutela della biodiversità e del paesaggio, una fruizione rispettosa del corso d'acqua, l'educazione ambientale, nuove occasioni di incontro e cittadinanza attiva. Il fiume si trasforma in una sorta di palcoscenico, su cui si svolgono le attività promosse dalle varie associazioni." Il Palio delle Arti Umide ed il museo di "land art" rappresentano una prima esperienza concreta: attraverso la creatività, il fiume diventa protagonista di un racconto collettivo e le sue sponde si trasformano in un luogo, dove natura, comunità e cultura possono incontrarsi. A sottoscrivere il Patto sono state le associazioni del territorio, insieme al Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, nell'ambito del Contratto di Fiume "Abbraccio d'Arno": l'intesa punta a costruire una rete stabile di collaborazione, capace di accompagnare nel tempo la crescita del progetto e di dare continuità alle iniziative dedicate al Chiassa. "La firma di questo Patto rappresenta molto più di un atto formale: è l'inizio di un'alleanza tra istituzioni, associazioni e comunità locali per costruire insieme un nuovo modo di vivere il torrente – sottolinea il direttore generale del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, Tulio Marcelli – Lo straordinario numero di presenze al Festival dimostra che esiste una comunità pronta a prendersi cura del proprio torrente ed a farne un luogo di incontro e identità. Il Consorzio di bonifica sarà al fianco delle associazioni in questo percorso, nella convinzione che sicurezza idraulica, tutela ambientale, valorizzazione del territorio e partecipazione possano procedere insieme." Con la sottoscrizione del Patto prende quindi forma una comunità del fiume, fatta di associazioni, istituzioni e cittadini, chiamata a trasformare idee ed entusiasmo in un percorso concreto e duraturo. Il Parco Fluviale di Comunità del Chiassa nasce da una giornata di festa, ma guarda molto più lontano: alla costruzione di un territorio, in cui il corso d'acqua non sia soltanto da proteggere, ma anche da conoscere, vivere e raccontare; un patrimonio comune, che attraverso l'arte, la partecipazione e la cura può diventare sempre più protagonista della vita delle comunità.

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