GOCCIA VERDE ANBINFORMA AMBIENTI D’ACQUA MAGAZINE IRRIGANTS EUROPE CAP2020 PROGETTI ANBI
IT • EN
Menu mobile
Torna indietro

IN VENETO CONSORZIO DI BONIFICA SI ASSUME ULTERIORI RESPONSABILITA’ PER CONCLUDERE IMPORTANTE OPERA PUBBLICA PFAS-FREE

Pubblicato il 09/10/2026

In Veneto c'è un'opera infrastrutturale già realizzata per oltre il 70% e c'è un territorio, che da più di un decennio convive con le conseguenze della contaminazione da PFAS (composti chimici sintetici perfluoroalchilici e polifluoralchilici) e con le criticità della qualità dell'acqua, legate alle attività industriali nei territori a monte dell'asta del fiume Fratta: è dentro questa dimensione economico-ambientale che va letta la decisione del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, che ha approvato il ricorso al credito per consentire la prosecuzione ed il completamento del "tubone" PFAS-Free, altrimenti in attesa di risorse pubbliche; l'Assemblea dell'ente consortile ha autorizzato un finanziamento fino ad un massimo di 5 milioni di euro destinati esclusivamente all'ultimazione dell'opera e l'importo effettivamente utilizzato sarà definito in relazione al fabbisogno necessario per completare l'intervento, alle economie che potranno emergere nella fase conclusiva dei lavori, nonché alle eventuali ulteriori risorse pubbliche, che dovessero rendersi disponibili.

L'esigenza finanziaria nasce dall'evoluzione del quadro economico dell'intervento rispetto alle condizioni originarie: nel corso dell'esecuzione dell'appalto si sono infatti sommati l'eccezionale incremento dei costi dovuti alle contingenze internazionali, le conseguenze dell'alluvione del maggio 2024, l'evoluzione della normativa sulla revisione dei prezzi, alcune criticità tecniche.

L'ente consortile ha progressivamente utilizzato le risorse disponibili nel quadro economico dell'opera, ha fatto ricorso agli strumenti previsti dalla normativa statale per la compensazione degli aumenti dei prezzi, ha attivato le interlocuzioni con il Ministero di Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, nonchè con le altre amministrazioni competenti alla ricerca di ulteriori risorse: questo percorso ha consentito di garantire la continuità dell'appalto e di portare l'opera allo stato di avanzamento attuale, ma non è stato sufficiente a coprire l'intero fabbisogno necessario per la conclusione dei lavori.

Alla data del più recente Stato di Avanzamento Lavori, l'intervento ha superato il 70% dell'importo contrattuale: la parte prevalente dell'infrastruttura è quindi già stata realizzata e le lavorazioni residue costituiscono la fase conclusiva, indispensabile però per rendere pienamente operativo il nuovo sistema irriguo.

L'ente consorziale ha scelto di intervenire direttamente per evitare che l'incertezza sulla disponibilità di ulteriori finanziamenti pubblici possa tradursi in un rallentamento o in una sospensione dei lavori. Allo stato attuale, infatti, non risultano disponibili risorse pubbliche immediatamente utilizzabili in misura sufficiente a garantire il completamento dell'intervento. Attendere l'eventuale assegnazione di nuovi finanziamenti significherebbe prolungare la fase esecutiva con il rischio di ulteriori oneri e di compromettere il pieno conseguimento degli obbiettivi.

Resta tuttavia ferma la richiesta del Consorzio di bonifica a Stato e Regione Veneto, affinchè concorrano alla copertura del fabbisogno ancora necessario e dei maggiori costi maturati nel corso della realizzazione; il ricorso al credito a carico dei consorziati viene infatti considerato uno strumento necessario per garantire la continuità dell'intervento, non la rinuncia alla ricerca di una diversa e più ampia copertura finanziaria.

La decisione dell'ente consorziale permette di dare continuità definitiva ad un progetto del valore complessivo di oltre 44 milioni di euro per portare acqua dal fiume Adige, attraverso il canale L.E.B.- Lessinio Euganeo Berico, verso le reti irrigue dei distretti Guà, Monastero e Fratta, tra basso Veronese e basso Padovano.

"La funzione del cosiddetto Tubone riguarda più in generale l'ambiente e le comunità del territorio, perché interessa anche aree verdi e giardini privati, nonché si inserisce nel più ampio sistema delle acque sotterranee. Lasciare incompiuta un'infrastruttura già realizzata in misura così rilevante significherebbe non soltanto disperdere una parte consistente dell'investimento già effettuato, ma rinunciare a dare una risposta attesa dalla comunità" commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

"Questa è una scelta di responsabilità nei confronti delle attese maturate come risposta ambientale ai gravi problemi causati dai Pfas – sottolinea il Presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin – Esisteva concretamente il rischio che i lavori si fermassero e che l'opera rimanesse un'incompiuta. Era inoltre necessario garantire la continuità dei lavori: uno stop avrebbe potuto comportare non solo un rallentamento dell'intervento, ma anche un ulteriore aumento dei costi. È una dinamica, che abbiamo già patito, ad esempio, con lo sbarramento antintrusione salina sul fiume Brenta e che tuttora ne pregiudica la realizzazione." 

Una volta completato, il "Tubone" consentirà di trasferire fino a 2.500 litri al secondo di acqua dall'Adige attraverso una condotta in pressione, riducendo le perdite per dispersione ed evaporazione, alimentando cinque punti di presa e adduzione, dotati di sistemi automatizzati e telecontrollati. I cinque punti potranno essere utilizzati e turnati in funzione delle esigenze, consentendo una gestione più efficiente dell'acqua. 

"Il nostro territorio è fragile e interconnesso; il principio mutualistico dei Consorzi di bonifica ed irrigazione significa anche questo: unire le risorse per risolvere criticità complesse, laddove necessario, chiamando al contempo le Istituzioni alle loro responsabilità: di fronte all'incedere della crisi climatica, il Piano Invasi ANBI-Coldiretti attende una concreta risposta da ormai 7 anni!" conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

Articoli correlati