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DOPO LE RECENTI EMERGENZE E DI FRONTE AL CRESCENTE PERICOLO DI EVENTI ESTREMI NEL MEDITERRANEO. ELBA: PROPOSTO UN CONTRATTO D’ISOLA PER AFFRONTARE LE FRAGILITA’ DEL TERRITORIO

Pubblicato il 06/11/2026

In un mar Tirreno dalle acque fino a 3 gradi sopra la media, ANBI propone, attraverso il Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa, il Contratto d'isola per l'Elba, finalizzato ad affrontare, in modo coordinato fra Istituzioni e soggetti del territorio, le principali criticità ambientali e idrogeologiche. L'iniziativa arriva all'indomani delle ennesime emergenze meteo, registrate tra il 18 ed il 21 ottobre scorsi e che fanno seguito a quella di settembre, nonché ai tre episodi registrati nel 2025; va anche ricordata la tragica alluvione del 2011 con una vittima e cinque feriti.

"Temperature marine eccezionalmente miti espongono i territori costieri ed insulari a crescenti rischi di violenti eventi meteo, come gli uragani generati dallo scontro fra la calda aria mediterranea e le correnti fredde dal Nord Europa" ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). 

"L'idea del Contratto d'isola nasce dalla positiva esperienza dei Contratti di fiume, strumenti di programmazione negoziata, da noi promossi fin dall'inizio lungo la Penisola" precisa Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.

Tali strumenti pianificatori coinvolgono enti pubblici, associazioni, cittadini, soggetti del territorio nella definizione di obbiettivi ed azioni condivise per la tutela delle risorse idriche, la riqualificazione degli ecosistemi fluviali, la prevenzione del rischio idrogeologico; attraverso il confronto tra i diversi attori consentono di coordinare interventi e politiche, superando una gestione frammentata delle criticità ambientali.

"Le caratteristiche del territorio richiedono un approccio integrato - spiega Francesco Filippi, Presidente del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa - Fragilità idrogeologica, frammentazione istituzionale, impatti dei cambiamenti climatici, consumo di suolo, salvaguardia ambientale, esigenze turistiche sono alcune delle questioni, che rendono necessario un confronto tra i diversi soggetti coinvolti. È una proposta, alla quale stiamo lavorando e che vorremmo discutere in prima battuta con Regione Toscana, Comuni ed Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano."

Nel comprensorio del "Toscana Costa" sono tre i Contratti di fiume sottoscritti, riferiti ad altrettanti bacini idrografici. Al momento, il percorso più maturo è quello del Cornia, avviato nel 2014 con il Consorzio di bonifica nel ruolo di capofila e che è stato uno dei pilastri del progetto Rewat, dedicato alla ricarica controllata della falda. Il Contratto di fiume Pecora, sottoscritto nel 2022, è attualmente in fase di riattivazione insieme ai Comuni di Follonica, Gavorrano, Scarlino e Massa Marittima. E' attivo dal 2022 anche il Contratto di fiume Cecina, nell'ambito del quale l'ente consorziale è stato chiamato a coordinare l' "Azione 14", dedicata al piano integrato di gestione del sistema fluviale.

"Sono esperienze molto diverse fra loro, che si inseriscono in contesti differenti, ma che coprono i tre bacini idrografici più importanti del comprensorio consorziale" conclude Alessandro Fabbrizzi, Dirigente dell'ente consortile.

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