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ERASMO D’ANGELIS: “PIU’ FORTE LA PROTEZIONE CIVILE, PIU’ FORTE LA PREVENZIONE”

Pubblicato il 09/04/2015
ERASMO D'ANGELIS:
"PIU' FORTE LA PROTEZIONE CIVILE, PIU' FORTE LA PREVENZIONE" Il coordinatore della Struttura di missione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis, è intervenuto in audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell'ambito dell'esame del disegno di legge "Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale di coordinamento della protezione civile". Apprezzamento è stato espresso per il disegno di legge delega in discussione, che si propone l'obbiettivo di avviare la prevenzione e rafforzare il sistema di Protezione Civile. "La prima novità positiva – commenta D'Angelis - è la fine delle iniziative legislative e delle manovre finanziarie, intraprese da diversi Governi, mirate a ridurre le competenze e le risorse del sistema nazionale della Protezione Civile, che ha dovuto far fronte a tante emergenze dal 2011 con scarsissime risorse, facendosi carico di tante responsabilità e ricorrendo al volontariato, che merita medaglie d'oro. Siamo un Paese naturalmente a rischio e solo da Maggio 2013 ad oggi sono stati dichiarati dal Consiglio dei Ministri ben 32 stati di emergenza, legati a gravi eventi per fenomeni di frana, alluvioni e più in generale di maltempo. Il danno complessivo accertato ammonta a 5.7 miliardi di euro, ma è dal 1945 che lo Stato italiano spende, ogni anno, 3.5 miliardi in media per far fronte a risarcimenti, ripristini e ricostruzioni da dissesto idrogeologico. La Protezione Civile deve ritrovare un quadro normativo chiaro e organico – prosegue - che la rafforzi sempre più, perché è un modello di eccellenza italiano, ammirato nel mondo per la gestione delle emergenze e dei soccorsi. Oggi è guidata da Fabrizio Curcio, un grande esperto in materia di sicurezza. Ma c'è bisogno urgente – prosegue D'Angelis – del varo di una nuova cornice normativa, che impegni tutto lo Stato a maggiore coscienza dei rischi, conoscenza dei fenomeni, informazione continua alla popolazione sui piani comunali di protezione civile ed anche necessità di adottare misure di sicurezza come il rafforzamento delle abitazioni nelle zone a rischio sismico, dove ci sono ben 7,5 milioni di edifici a rischio in caso di forti terremoti.  E' estremamente importante la pianificazione urbanistica con vincoli di inedificabilità e salvaguardia nelle aree più fragili, a rischio frane ed allagamenti. Ad oggi solo un piccolo gruppo di Regioni ha adottato norme stringenti (Toscana, Puglia, Liguria e Lombardia) e solo due hanno approvato i Piani Paesaggistici previsti dal 2004 (Toscana e Puglia). Il ciclo, che parte da previsione ed allerta, passando dai soccorsi e ripristini, si conclude con le opere strutturali di prevenzione, sulle quali il Governo impegna la Struttura di missione, che collabora a stretto gomito con la Protezione Civile. Non inseguiamo più le emergenza ma lavoriamo sulla prevenzione. Sono stati pianificati i primi 7 miliardi di investimenti del ciclo 2015-20 e finanziamo, nel 2015, tutte le opere cantierabili delle 14 città metropolitane, che ammontano ad una cifra complessiva di circa 1,2 miliardi di euro. Il C.I.P.E. ha assegnato, il 20 Febbraio scorso, la prima somma di 700 milioni di euro, di cui 100 milioni a sostegno delle progettazioni. Molti cantieri – conclude D'Angelis –  sono già stati aperti nel periodo Giugno 2014 - Marzo 2015: 783, per un investimento di 1.072 milioni grazie al recupero dei circa 2,3 miliardi di euro non spesi negli ultimi 15 anni. E' stato un test positivo, effetto anche della nomina dei presidenti delle Regioni quali Commissari di Governo contro il dissesto e delle nuove norme taglia-burocrazia, previste dal Decreto Legge cosiddetto Sblocca Italia."

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