Sono la crisi geopolitica e quella climatica a caratterizzare, ancora una volta, un passaggio d'anno che, per quanto ci compete, vedrà i Consorzi di bonifica ed irrigazione impegnati nell'attuazione di politiche di adattamento ad una sempre più marcata estremizzazione degli eventi meteo. L'auspicio è che il 2026 veda il concreto avvio del Piano Invasi Multifunzionali, indispensabile per garantire sicurezza idrica alle campagne, che producono cibo, ma anche la materia prima per la Cucina Italiana, patrimonio Unesco: non si può dimenticare che l'85% del "made in Italy" agroalimentare dipende dalle disponibilità irrigue. E' una sfida, che però non può prescindere da ricerca ed innovazione e su questo continueremo il nostro impegno con particolare attenzione alle tecnologie per la sub-irrigazione; grazie alla sensoristica ed all'Intelligenza Artificiale stiamo già operando per rendere "parlanti ed intelligenti" i 231.000 chilometri della rete idraulica da noi gestita, contenendo così i rischi accentuati dai cambiamenti climatici: siccità, alluvioni, frane.
Contestualmente è necessario aumentare la sicurezza idrogeologica, fondamento per qualsiasi politica di sviluppo; a tale scopo ribadiamo la necessità di un Piano Nazionale Straordinario di Manutenzione del Territorio, per il quale abbiano cassetti colmi di progetti pronti e cantierabili come per il Piano Invasi.
A fare da quadro agli obbiettivi operativi è l'affermazione di una cultura dell'acqua, che privilegi la prevenzione del rischio e per la quale continueremo un impegno, che in questi anni ci ha visto in molti casi affiancati dai soggetti decisori della politica: gliene rendiamo merito, ma ora serve un ulteriore scatto in avanti, soprattutto da parte delle Regioni, ad esempio, nel contrasto alla cementificazione del territorio, nonchè all'abbandono delle aree interne e marginali.
In Europa ribadiamo piena disponibilità a collaborare tecnicamente con le Istituzioni Comunitarie per evitare il ripetersi di provvedimenti penalizzanti le peculiarità italiane come già subito con il Green Deal e la Restoration Law; all'orizzonte c'è ora il Deflusso Ecologico, la cui applicazione deve considerare le caratteristiche idrologiche della Penisola per evitare pesanti conseguenze alla nostra economia primaria ed all'equilibrio ambientale di ecosistemi costruiti nel tempo sulla presenza della disponibilità idrica.
Infine, uno sguardo al mondo, dove la logica dei conflitti fa dimenticare come aria, acqua, cibo ed ambiente siano fondamenti di vita per tutti: nell'anno, che sta per iniziare, auspichiamo che l'acqua torni ad essere elemento di pace per l'intera Umanità.