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SI CHIAMA GEOMATERASSO ED ASSICURA SONNI PIU' TRANQULLI AGLI AGRICOLTORI

Pubblicato il 13/04/2026

Un'immagine ha incuriosito lungo le canaline irrigue, che da Castelbaldo vanno a Begosso, nel Veronese: un enorme "piumone da letto" sul fondo degli alvei; si tratta di una delle innovazioni più interessanti per ammodernare l'irrigazione, utilizzata dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo.

Le condotte risalgono infatti agli anni '30 del secolo scorso ed ora mostrano i segni del tempo: crepe e fessurazioni causano consistenti perdite d'acqua, accentuate dall'usura, dovuta alle pulizie periodiche dei fondali, dove gli escavatori hanno inevitabilmente "rosicchiato" lo spessore delle sponde, riducendone progressivamente la tenuta.

Riparare queste condotte era finora un'impresa complessa, perché l'intervento prevedeva la demolizione integrale delle vecchie lastre in cemento armato, la rimozione delle macerie e la successiva ricostruzione spondale; il risultato di tali difficoltà era evidente nei tempi di cantiere: almeno 3 settimane di intenso lavoro per sistemare appena 150 metri di condotta.

La svolta arriva dall'applicazione di un materiale innovativo, chiamato "geomaterasso" in calcestruzzo. La tecnologia si basa su due strati di un robusto tessuto speciale in polipropilene, uniti tra loro da migliaia di filamenti interni, che creano celle vuote, simili alla struttura di un piumone da letto. La posa è semplicissima: il "sacco" vuoto viene srotolato e steso sopra la vecchia canalina, adattandosi come un guanto ad ogni irregolarità del fondo; successivamente, al suo interno viene iniettato un cemento fluido ed una volta asciutto, il "piumone" si trasforma in una lastra di cemento armato, diventando impermeabile e durissimo.

"I vantaggi sono evidenti – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - I numeri parlano chiaro: lo stesso intervento di 150 metri, che prima richiedeva 3 settimane, oggi si completa in soli 3 giorni, permettendo di operare con estrema tempestività sul territorio. 

"Il ricorso a questi nuovi interventi permette di azzerare le perdite d'acqua, garantendo che la risorsa idrica pompata arrivi interamente ai campi. L'efficientamento della rete idraulica è una delle priorità dei nostri piani a servizio del Paese – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI - Martedì 14 Aprile, a Roma, presenteremo le nuove progettualità, cantierabili in tutta Italia, nell'ambito del Piano Idrico Nazionale, per aumentare la resilienza dei territori di fronte alla crisi climatica: si tratta di oltre 250 interventi capaci di attivare circa 57.000 posti di lavoro." 

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