Il Consorzio di bonifica Parmense ha ottenuto la deroga, che gli consentirà di continuare a poter garantire l'acqua al comparto agricolo, sotteso al bacino del fiume Taro dove, a causa dell'aggiornamento di Arpae (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Emilia Romagna) relativo allo stato idrologico dei corsi d'acqua in Emilia-Romagna e che aveva fatto scattare l'allerta rossa, le concessioni di prelievo avevano subito, per garantire il rispetto del Deflusso Minimo Vitale (DMV), lo stop alle derivazioni di Ramiola e Borgonovo dalla giornata di mercoledì 15 luglio. In previsione, infatti, della concreta possibilità di un'interruzione forzata, il Consorzio di bonifica, già da tempo, aveva ufficialmente avanzato, alla Regione Emilia-Romagna, la richiesta di concessione di una deroga in casi critici che, se accettata, avrebbe consentito all'ente di proseguire nell'approvvigionamento dell'acqua alle colture del propro areale agricolo, come confermato dalla presidente dell'ente consortile, Francesca Mantelli: "L'autorizzazione è pervenuta da Arpae, grazie al lavoro dei nostri tecnici. Come già anticipato nelle scorse settimane, quest'anno stiamo adottando un approccio ancora più performante sotto il profilo del monitoraggio dei territori di pianura, dello studio dei modelli idroclimatici e delle azioni di adattamento agli effetti della crisi climatica, che sta causando questa forte scarsità d'acqua: potremmo dire d'aver adottato una pianificazione nell'emergenza, partendo per tempo nel farci trovare pronti in casi di gravità estrema come questo."
Nella Casa dell'Acqua, sede consortile, la presidente, Francesca Mantelli e il direttore, Fabrizio Useri, hanno incontrato i vertici delle associazioni agricole locali per illustrare l'azione della Bonifica nel comprensorio, al fine di andare incontro, per quanto possibile, alle priorità colturali, che riguardano soprattutto pomodori, mais e, in seconda battuta, le coltivazioni di erba medica più resilienti. Particolare apprezzamento è stato manifestato dalle associazioni per il servizio di pre-irrigazione, realizzato preventivamente nei mesi scorsi, al fine di mitigare i potenziali effetti della siccità, grazie ad una pianificazione più celere e mirata. A fronte del contesto, che si andava delineando, infatti, il Consorzio di bonifica non è rimasto inerte ad attendere l'autorizzazione al prelievo in deroga ed a Ramiola, sul fiume Taro, ha prontamente attivato una soluzione alternativa, finalizzata a garantire la disponibilità della risorsa idrica, necessaria per l'irrigazione di circa 2.000 ettari di terreni coltivati, situati nel comprensorio a sud della via Emilia, installando una pompa mobile (dalla portata d'esercizio pari a 300 litri al secondo, ma che è stata limitata a 50 litri al secondo, in conformità alle prescrizioni stabilite dalla relativa concessione di derivazione) in corrispondenza dei laghetti delle ex-cave di Medesano, individuati quale fonte alternativa di approvvigionamento idrico, come spiega Fabrizio Useri, direttore generale del Consorzio della Bonifica Parmense: "L'acqua prelevata dai laghetti delle ex cave di Medesano viene immessa nel canale Canalazzo, dal quale viene successivamente distribuita ai canali derivati: il canale Grande ed il canale Forcello. Questa operazione consente di alimentare la rete irrigua esistente, mitigando gli effetti derivanti dalla sospensione della derivazione dal fiume Taro e tentando di assicurare la continuità dell'approvvigionamento irriguo a beneficio delle utenze agricole, servite nel territorio comunale di Medesano e Noceto."
Modificato in data 21/07/2026 09:26