"In epoca di crisi climatica e di stress idrico come quello, che sta vivendo il Nord Italia, la sfida più grande nelle moderne reti irrigue non è solo la disponibilità dell'acqua, ma anche la sua distribuzione efficiente; ricerca ed innovazione sono uno degli asset, su cui ci impegniamo per la resilienza dei territori": a sottolinearlo è Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.
La rete irrigua e di scolo del nostro Paese è lunga oltre 231.000 chilometri (più di 5 volte la circonferenza della Terra) con oltre 22.000 opere idrauliche e quasi 1.700 impianti di sollevamento a servizio di oltre 3 milioni e mezzo di ettari irrigati, dove si produce l'85% del "made in Italy agroalimentare".
"Quando milioni di metri cubi d'acqua vengono pompati in canalizzazioni, che coprono grandi distanze, i consumi energetici ed i costi operativi aumentano in modo esponenziale, talvolta senza avere contezza precisa del quantitativo esatto di risorsa idrica, che raggiunge la destinazione finale" precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
E' proprio a questa necessità, che risponde l'innovativo progetto sviluppato dallo staff tecnico del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale, in linea con l'obbiettivo ANBI di digitalizzare l'intera rete idraulica in gestione.
Il progetto prevede l'ammodernamento di una rete di canali mediante l'installazione di paratoie automatizzate.
Sul canale Ronchi, alle porte del capoluogo reggiano, è stata posizionata la prima paratoia automatica, funzionante con pannello solare fotovoltaico, completa di misuratore di portata, integrato nel telaio (sviluppato con partner svizzeri), nata dall'esperienza di chi quotidianamente opera sul territorio. Il sollevamento dell'acqua per irrigazione, trattando portate rilevanti, richiede potenze elevate con relativi consumi e costi energetici. In questo caso-pilota, l'acqua viene prelevata direttamente dal fiume Po e tramite 4 impianti di sollevamento arriva alla paratoia Ronchi, superando un dislivello complessivo di 20 metri.
Grazie a studi volti a limitare gli attriti ed alla messa a punto del sistema di azionamento, trasmissione, misura, energia, nonchè all'implementazione del misuratore di portata, è ora possibile misurare con precisione la portata del flusso in transito e gestire quindi il funzionamento della paratoia tramite comandi locali, remoti o d'emergenza. Con questa nuova modalità, lo staff tecnico può vedere esattamente quanta acqua passa attraverso ciascuna paratoia. Questo pone le basi per un preciso controllo della rete, basato su dati misurati, anziché stimati.
"Dopo l'acquisizione di sei brevetti e la presentazione della candidatura per un progetto di automazione di un distretto irriguo in comune di Reggio Emilia, la nostra rete idraulica guarda al futuro, grazie ad una gestione integrata dei processi irrigui" evidenzia la Direttrice dell'ente consortile, Ada Francesconi.
L'innovazione garantisce proficuo controllo dei flussi, acquisizione e restituzione dei dati necessari per una corretta gestione, sicurezza idraulica del territorio e risparmio energetico, grazie ad un minor impiego degli impianti di pompaggio per le acque irrigue.
"Questo tipo di tecnologia realizzata in house porta benefici di diversa natura: da una parte, il risparmio energetico, grazie al minore impiego degli impianti di pompaggio e ad una regolazione ottimizzata; dall'altra, un utilizzo consapevole dell'acqua con riduzione delle dispersioni ed una gestione sostenibile – commenta il Presidente del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale, Lorenzo Catellani – Oltre a questo non va certo dimenticata la sicurezza del territorio e delle sue comunità."