"I danni all'agricoltura, così come la sofferenza degli invasi in quota, sono facce della stessa medaglia; la crisi idrica non risparmia nessuno e si manifesta in base alle specificità di ciascun territorio. Il grido d'allarme, che giunge dalla pianura, è lo stesso, che viene dalle montagne e dai territori costieri: ci impone di andare oltre l'approccio d'emergenza e di intervenire dal punto di vista infrastrutturale, senza contrapposizioni di alcun genere": ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto.
"Da anni, ANBI Veneto insiste per dotare la regione di nuovi invasi finalizzati a dare spazio all'acqua, sicurezza idraulica, ambiente ed agricoltura. Attualmente - continua il presidente di ANBI Veneto - il nostro territorio è in grado di trattenere solo una piccola parte dell'acqua piovana. Il Piano Invasi che i consorzi di bonifica ed il comparto agricolo propongono, insieme alla riconversione verso più efficienti tecniche irrigue, rappresenta la strada maestra per adattare il territorio al clima, che cambia – conclude Vantini –. Auspichiamo che nelle leggi di bilancio, sia a livello regionale che nazionale, si possa trovare lo spazio finanziario, necessario a sostenerla; altrimenti, alla prossima siccità, parleremo ancora di emergenza, guerre dell'acqua e contrapposizioni, che non permetteranno di far fronte al problema in maniera adeguata."
Modificato in data 31/08/2026 09:27