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IRRIGAZIONE E PRESIDIO AGRICOLO PER SOSTENERE LA COLLINA; IN 25 ANNI INVESTIMENTI PER 51 MILIONI NELLE INFRASTRUTTURE IRRIGUE

Pubblicato il 12/10/2026

Garantire disponibilità idrica alle aziende agricole della collina significa sostenere la produzione, ma anche contribuire alla permanenza delle imprese eD al presidio di un territorio particolarmente fragile: è questo il ruolo assunto neI decenni dalle infrastrutture irrigue, ideate e realizzate nel distretto montano del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale unitamente alle aziende agricole.

Nelle aree collinari e montane, l'attività agricola opera infatti in condizioni più complesse rispetto alla pianura, con minori marginalità, maggiori difficoltà produttive e colture caratterizzate da un elevato fabbisogno di manodopera. Le principali colture considerate (tra le quali vite, actinidia, albicocco, pesco e susino) interessano complessivamente oltre 11.000 ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e generano una stima di oltre 660.000 giornate di lavoro nelle vallate dei corsi d'acqua Santerno, Senio, Lamone e Marzeno. 

A questa funzione economica ed occupazionale si aggiunge quella di presidio del territorio. Gli eventi del 2023 hanno evidenziato, in modo particolare, la vulnerabilità dell'area collinare: nel comprensorio, le frane hanno interessato circa 1.500 ettari tra terreni agricoli ed aree boscate.

Negli scorsi 25 anni, il Consorzio di bonifica ha sviluppato una rete di infrastrutture, finalizzata a rendere disponibile l'acqua anche nelle zone, dove scarsità delle precipitazioni ed elevate temperature possono compromettere le produzioni agricole.

Nel distretto montano risultano una capacità di invaso pari a circa 3.500.000 metri cubi, una rete di condotte di quasi 400 chilometri, 21 impianti irrigui (i cosiddetti laghetti o invasi, un unicum a livello nazionale) con 950 aziende agricole aderenti su un bacino complessivo di circa 2.000 imprese per quasi 7.000 ettari. Gli investimenti effettuati nel periodo 2000-2025 ammontano a circa 51 milioni di euro, di cui circa 30 milioni di cofinanziamento pubblico e 21 milioni di cofinanziamento privato da parte delle aziende aderenti. Su 9 bacini irrigui, inoltre, sono presenti anche impianti fotovoltaici flottanti per una capacità complessiva di 840 kilowatt; su altri 4 impianti sono in corso di costruzione. Il Consorzio di bonifica gestisce la quasi totalità degli impianti irrigui dell'area ed affianca le aziende agricole sia sul territorio, sia negli uffici e nella gestione degli impianti. L'attività comprende l'intero percorso, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione delle opere.

Alle imprese agricole vengono erogati complessivamente ogni anno circa 3 milioni di metri cubi di acqua, provenienti da derivazioni superficiali. Nessun prelievo viene fatto da falda. La disponibilità irrigua assume particolare rilievo nelle zone più difficili, comprese le aree caratterizzate dalle argille plioceniche a valle della Vena del Gesso dove, nei periodi più critici, l'assenza di acqua può compromettere non soltanto le produzioni dell'annata, ma anche la stessa permanenza delle colture arboree.

«L'irrigazione in collina non rappresenta soltanto un servizio alla produzione agricola. È una componente, che contribuisce a mantenere attive le aziende, il lavoro e il presidio di un territorio complesso, nel quale gli eventi degli scorsi anni hanno mostrato con chiarezza quanto sia importante la presenza quotidiana dell'agricoltura» sottolinea il Presidente del Consorzio di bonifica, Antonio Vincenzi.

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