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AUDIZIONE PARLAMENTARE - ANBI: SEMPLIFICARE LE PROCEDURE PER I SEDIMENTI NON PERICOLOSI È LA CONDIZIONE PRIMA PER GARANTIRE MANUTENZIONE IDRAULICA PIU’ EFFICIENTE E PIU’ SICUREZZA IDRAULICA

Pubblicato il 23/10/2026

In materia idraulica, la prima opera pubblica, di cui il Paese ha bisogno, è l'efficientamento delle infrastrutture esistenti: vanno in questa direzione le proposte di emendamento avanzate dall' ANBI alla Commissione Ambiente della Camera in sede di audizione per la conversione in legge del decreto sulle "Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l'economia circolare e le bonifiche".

Esprimendo sostanziale condivisione del provvedimento, ANBI concentra l'attenzione soprattutto sulla "disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo", valutando favorevolmente l'obbiettivo di semplificare la materia, agevolando l'esecuzione degli interventi nel rispetto della tutela ambientale.

La gestione dei materiali prodotti durante gli interventi operati dai Consorzi di bonifica rappresenta, infatti, un aspetto rilevante della programmazione delle attività di tali enti, nonché dei relativi costi e tempi d'esecuzione. L'esigenza è quella di favorire regole certe, proporzionate ed applicate in modo omogeneo, consentendo di mantenere la funzionalità della rete idraulica, garantendo al contempo la protezione di suoli ed acque.

Si richiede così di modificare le disposizioni del Testo Unico Ambientale in materia di terre da scavo per consentire ai Consorzi di bonifica di eseguire sia lo spostamento di sedimenti che la loro estrazione, quando ritenuto necessario per garantire la sicurezza idrogeologica.

In particolare, si propone di semplificare le procedure per l'escavazione degli alvei ed il trattamento dei relativi sedimenti non pericolosi, utilizzando i vicini terreni agricoli, senza impedirne le attività; analogo snellimento procedurale si chiede per l'asportazione e lo spostamento dei sedimenti, al fine di garantire il corretto deflusso delle portate di piena per prevenire inondazioni o ripararne le conseguenze sull'assetto idrogeologico; infine si chiede che i sedimenti non pericolosi, spostati all'interno delle acque superficiali e nell'ambito delle vicine pertinenze idrauliche, non siano considerati rifiuti e quindi non assoggettati alle relative, complesse procedure.

"Vogliamo così porre fine alle incertezze operative che, complici le lungaggini burocratiche, accentuano le criticità idrauliche e sono state anche concause di alcuni eventi dalle disastrose conseguenze per i territori e le loro comunità" dichiara Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). 

ANBI valuta inoltre positivamente l'introduzione di uno strumento dedicato ad eventi imprevedibili, causati dalla crisi climatica e che, pur non rientrando nelle emergenze di protezione civile, possono determinare conseguenze significative sugli ecosistemi acquatici come, ad esempio, la proliferazione di invasive specie aliene; al proposito si propone di prevedere espressamente la possibilità per i Comuni di avvalersi, mediante apposite convenzioni, anche dei Consorzi di bonifica territorialmente competenti, utilizzando così strutture e conoscenze già disponibili, favorendo la tempestività degli interventi ed il loro raccordo con la gestione delle infrastrutture idrauliche.

Al proposito si ritiene importante che il prossimo decreto attuativo definisca chiaramente le tipologie di investimento ammissibili e preveda tempestive modalità di accesso, tenendo conto delle criticità, che possono coinvolgere le reti idrauliche. Tali modalità attuative dovranno inoltre favorire il coordinamento fra Comuni, quando un medesimo evento interessi un sistema idraulico sovracomunale, affinché la risposta sia organizzata, tenendo conto delle connessioni fra i territori coinvolti, considerata l'unitarietà del sistema idraulico.

"In linea con la proposta di legge parlamentare, elaborata con il CNEL ed interessante le Regioni - conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - il nostro obbiettivo è creare connessioni sempre più agili con la riconosciuta competenza operativa e la profonda conoscenza dei territori, presente nei Consorzi di bonifica, espressioni di sussidiarietà ed autogoverno. Una programmazione stabile della manutenzione del territorio è infatti un'esigenza ineludibile."

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