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COMMISSIONE PARLAMENTARE RISCHIO IDROGEOLOGICO IN VISITA AL CONSORZIO DI BONIFICA ADIGE EUGANEO

Pubblicato il 27/10/2026

Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo ha ricevuto nella propria sede di Este la visita della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Rischio Idrogeologico e sismico del territorio italiano, guidata dal presidente, Pino Bicchielli accompagnato dalla deputata, Elisabetta Gardini. All'incontro hanno partecipato anche il direttore del Genio Civile di Padova, Filippo Squarcina; il sindaco di Este, Matteo Pajola e la consigliera comunale con delega alla Protezione Civile, Eva Vigato; il confronto è proseguito nel pomeriggio in Prefettura, a Padova.

La visita ha permesso di illustrare ai parlamentari le criticità idrauliche della Bassa Padovana e dell'Estense, emerse con particolare evidenza durante l'alluvione del maggio 2024. In quelle giornate, precipitazioni eccezionali, con picchi fino a 140 millimetri in poco più di due ore, hanno messo in difficoltà il sistema di scolo e provocato danni stimati in circa 25 milioni di euro nel territorio consortile; un evento, che ha mostrato quanto la sicurezza idraulica dipenda non soltanto dalla capacità degli impianti di sollevare l'acqua, ma anche dalla possibilità di scaricarla nei corsi d'acqua principali, senza aggravarne le condizioni.

È questo il punto critico del sistema del fiume Fratta-Gorzone. La capacità dell'alveo, stimata in circa 115 metri cubi al secondo alla botte "Tre Canne", pone un limite alla quantità d'acqua, che può ricevere; quando il livello del fiume sale, le idrovore consortili non possono continuare a funzionare a pieno regime: in base al protocollo d'intesa con il Genio Civile, al raggiungimento della quota idrometrica di m. 1,70 sul livello del mare, il funzionamento degli impianti viene ridotto del 50%, mentre a quota m. 1,90 è previsto lo spegnimento. È quanto accadde la mattina del 15 maggio 2024 agli impianti di San Felice, Grompa, Vampadore, Cavariega e Nuova Frattesina.

Queste misure sono necessarie per non trasferire ulteriore pressione sul corso d'acqua e mettere a rischio la tenuta degli argini, ma comportano una conseguenza importante: proprio, quando le precipitazioni richiedono il massimo sforzo al sistema di bonifica, l'acqua proveniente dai bacini interni può incontrare maggiori difficoltà ad essere allontanata. Il problema, quindi, non riguarda soltanto la quantità d'acqua da sollevare, ma soprattutto la disponibilità di uno sbocco adeguato, quando il Fratta-Gorzone è già sotto pressione.

"Abbiamo apprezzato – afferma il presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin - l'attenzione riservata ad un'area, che ha pagato un prezzo molto alto durante l'alluvione del 2024 e la possibilità di confrontarci sulle opere necessarie per il futuro."

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