Si prospetta un inizio di novembre in pieno stile autunnale, ma con forti elementi di rischio: secondo i dati del Consorzio LaMMA, le temperature marine stanno tuttora registrando valori abbondantemente sopra il consueto; l'Adriatico settentrionale è più caldo di oltre 2°C mentre, sul Tirreno centro-settentrionale e nei golfi di Venezia e Trieste, i picchi di temperatura sono compresi tra +2,5°C e +3,5°C.
Secondo le mappe di ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)-Meteored, il transito di fronti freddi, provenienti da Nord-Est, provocheranno, in un Mediterraneo ancora caldissimo per il periodo, un evento ciclonico di grandi dimensioni e che interesserà da domenica sera e per tutta la giornata di lunedì, l'Italia centro-meridionale colpendo, con piogge probabilmente molto violente e cumulate anche superiori ai 100 millimetri, principalmente la costa adriatica, il Montenegro, l'Albania, la Croazia e la Grecia dove, nel distretto regionale di Imathia sui monti della Macedonia Centrale, potrebbero registrarsi afflussi record di quasi 400 millimetri in meno di 24 ore (!!).
I modelli Meteored mostrano un evento eccezionale con violenti temporali sul versante adriatico della dorsale appenninica, tra le province meridionali delle Marche e la Puglia, sui monti del Matese e su quelli irpini, ma soprattutto sul Foggiano, dove sono previste le cumulate pluviali più consistenti. Precipitazioni abbondanti dovrebbero riguardare anche il settore meridionale tirrenico tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia settentrionale.
"In tutta Italia, nonostante l'irrigazione sia ancora richiesta in alcune zone del Paese, è iniziato lo svasamento della rete idraulica per prepararla alle precipitazioni invernali, salvaguardando idrogeologicamente i territori. Di fronte all'imprevedibilità degli eventi meteo ed alla loro estremizzazione, quella che era una consueta prassi manutentoria, è diventata però una corsa contro il tempo" evidenzia un preoccupato Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
L'abbassamento delle temperature farà anche comparire la prima neve sull'Appennino Centrale dopo che la perturbazione della scorsa settimana aveva imbiancato le vette alpine.
"Queste nevicate autunnali, qualora non si verifichino ulteriori, tardive ondate di calore, potrebbero rivestire una grande valenza, costituendo il substrato per le auspicabili riserve nivali" osserva Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
Per quanto riguarda il report settimanale, in Valle d'Aosta sono in calo le portate della Dora Baltea e del torrente Lys. Nel settore occidentale della regione, sopra i 2800 metri, si registrano oltre 25 centimetri di neve al suolo.
In Piemonte i fiumi, che solo pochi giorni fa avevano registrato un'impennata nei flussi, vedono ora una riduzione netta delle portate, tornate rapidamente al di sotto della norma: Toce -65%, Tanaro -53%, Stura di Lanzo -15% (elaborazione ANBI su dati ARPA Piemonte).
I grandi laghi del Nord Italia, rigeneratisi in larga parte a seguito delle abbondanti piogge, restano comunque sotto media, ad eccezione del Sebino (60.7% di riempimento): Verbano è pieno al 57,3%, Lario al 47,1%, Garda al 45,7%.
Dopo la perturbazione della scorsa settimana (incrementi di portata fino al 500% in due giorni) le altezze idrometriche dei corsi d'acqua in Veneto si attestano su valori più consueti, mostrando un'accentuazione del regime torrentizio: ne sono testimonianza le rilevazioni sui fiumi Brenta e Bacchiglione, che sono tornati a registrare consistenti deficit di flusso (rispettivamente -49,9% e -76%); più prossimi ai valori tipici del periodo sono invece i flussi nella Livenza (-12%).
Anche i picchi di portata nei bacini fluviali dell'Emilia-Romagna occidentale (Trebbia, Nure e Taro) sono ormai solo un ricordo: tornano sotto media, infatti, i flussi di tutti i fiumi appenninici della regione.
Grazie agli ingenti apporti idrici dal bacino, il flusso nel fiume Po è in forte crescita lungo tutta l'asta ed a Pontelagoscuro, in prossimità del delta, la portata si è riavvicinata ai valori tipici del periodo (1505 metri cubi al secondo, cioè -12% rispetto alla media storica) dopo mesi di marcato deficit.
In Liguria, dopo le piene alimentate da afflussi pluviali anche molto significativi (a Savona quasi 300 millimetri di pioggia in 24 ore), le portate dei fiumi si mantengono abbondanti ed in qualche caso maggiori della media (Vara ed Argentina, ad esempio).
In Toscana crescono le portate fluviali, che però rimangono fortemente deficitarie nel raffronto con i valori storici: Serchio -63%, Arno -80%, Ombrone -84%.
Sono stabili i livelli idrometrici nei corsi d'acqua delle Marche.
In Umbria, un leggero innalzamento viene registrato nel lago Trasimeno all'idrometro di Polvese (+cm. 2), ma resta amplissimo il gap tra il valore odierno e quello medio storico: -cm. 130. E' decrescente il livello idrometrico del fiume Topino, mentre quelli degli altri corsi d'acqua non subiscono significative variazioni.
Nel Lazio sono decrescenti i flussi del fiume Tevere a Roma, mentre le altezze idrometriche dei laghi Albano, Nemi, Bracciano e Bolsena crescono di 1 centimetro in una settimana.
Dopo le scorse precipitazioni, in Campania è positivo il settimanale andamento idrometrico dei fiumi. La diga di Conza in Irpinia trattiene ancora mln. mc. 14,20 d'acqua.
In vista dei previsti afflussi pluviali, i 4 principali invasi della Basilicata (Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello) registrano una residua capacità di riempimento superiore a 250 milioni di metri cubi; dagli stessi laghi, negli scorsi 20 giorni, sono stati erogati circa mln. mc.17 d'acqua.
Anche in Puglia, i bacini saranno indispensabili per laminare le piene in quei comuni, tra basso Molise e Nord Puglia, minacciati dalla prevista, ennesima emergenza meteo del 2026: gli invasi sono attualmente pieni al 28% e possono immagazzinare ancora oltre 230 milioni di metri cubi d'acqua.
Infine, in Calabria come nel resto del Mezzogiorno, gli invasi sono ancora ricchi d'acqua, nonostante la prolungata siccità estiva e, nella maggior parte dei casi, trattengono volumi idrici, maggiori della media del recente decennio, come nei casi dei bacini Arvo (+mln. mc.4 ,40 sulla media storica e +mln. mc. 13,8 rispetto al 2025), Passante (+mln. mc. 3 sulla media e +mln. mc. 2,51 rispetto all'anno scorso) e Menta (riempito per oltre il 50% dei volumi autorizzati).